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Riconoscimento dei debiti fuori bilancio ed eventuali responsabilitÓ dei dirigenti   26/11/2010
L’undici novembre scorso si è tenuto, in seconda convocazione, il Consiglio Comunale di Matera dedicato, tra l’altro, anche al riconoscimento di alcuni debiti cosiddetti “fuori bilancio” (si tratta, per intenderci, di debiti che non erano riportati né nel bilancio preventivo relativo all’anno in corso, né nei bilanci preventivi comunali degli anni precedenti).

Tra questi debiti “riconosciuti” dal Consiglio Comunale vi sono debiti che scaturiscono dal mancato rispetto delle procedure previste per legge per l’acquisizione di beni e servizi. Tali procedure prevedono, che, se al Comune servono beni o servizi, il dirigente responsabile del settore competente (per esempio: Settore Tecnico, Entrate/Tributi, Legale, ecc.) è tenuto adottare una specifica determinazione a contrarre nella quale deve essere tassativamente (artt. 183 e 192 del D.Lgs. 267/2000, c.d. TUEL):

  • indicato l’impegno occorrente per coprire la spesa per l’acquisizione del bene o servizio che serve per finalità istituzionali del Comune (c.d. prenotazione della spesa);
  • attestato che detto impegno contabile trova copertura in uno specifico capitolo del bilancio di previsione (c.d. attestazione della copertura finanziaria).

Quindi, prenotazione della spesa e attestazione della copertura finanziaria da parte dei dirigenti competenti costituiscono condizioni essenziali per poter effettuare spese da parte del Comune (art. 191 del TUEL).

Se il dirigente competente procede all’acquisizione di un bene o servizio senza rispettare la predetta procedura sorge una situazione anomala ("patologica" la definisce la Corte dei Conti) che, in linea di principio, non potrebbe far nascere alcun obbligo a carico del Comune.

Ora, il Consiglio Comunale nella seduta dell’11 novembre 2010 ha approvato (a maggioranza) le delibere di riconoscimento dei seguenti debiti fuori bilancio (primi tre punti all’ordine del giorno):

1. Riconoscimento di debito fuori bilancio sig.ra Iacovone Vincenza Maria in esecuzione della sentenza del Tribunale di Matera n. 13 del 9.1.2008;
2. Riconoscimento di debito fuori bilancio ditta Dibattista Domenico e variazione al bilancio di previsione 2010;
3. Riconoscimento di debito fuori bilancio per adeguamento contrattuale ai lavoratori Socialmente Utili (c.d. LSU).

Fatta eccezione per i primi due debiti fuori bilancio che derivano da “sentenze esecutive”, tipologia di debiti il cui riconoscimento appare meno problematico (anche qui, tuttavia, sarebbe interessante approfondirne tempistiche, ragioni e motivazioni), per il debito “fuori bilancio” al punto n. 3 - relativo alle competenze maturate ma non pagate agli LSU - appare possibile svolgere qualche riflessione, avvalendosi di quello che la Corte dei Conti ha sentenziato in più occasioni e, ultimamente, ribadito con deliberazione n. 285 del 4 marzo 2010, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia (n.d.r.: il corsivo riportato nel presente articolo è tratto testualmente dalla deliberazione citata).

Il riconoscimento del debito fuori bilancio che derivi, come nel caso 3 sopra riportato, dall’acquisizione di un bene o servizio in assenza di impegno di spesa è sempre possibile da parte del Consiglio sempre a patto che sussistano le condizioni previste dall’art. 194, co. 1, lett. e) TUEL ovvero:

a) il bene o il servizio acquisito rientri “nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza” del Comune;

b) con delibera motivata vengano accertati:

b1) l’utilità del bene o del servizio per il Comune;

b2) l’arricchimento che, con l’acquisizione del bene e del servizio, il Comune ha avuto.

Quindi, il Comune può certo procedere ad una sorta di regolarizzazione a posteriori di una procedura "irregolare" seguita per l’acquisizione di beni e servizi da un proprio dirigente.

Ma, attenzione: tale regolarizzazione non è automatica ma dipende dalla valutazione discrezionale demandata al Consiglio Comunale: il quale deve accertare e motivare l’esistenza, in concreto, delle condizioni a) e b1) e b2) sopra riportate.

In altre parole, solo se il Consiglio Comunale accerta che il bene o il servizio irregolarmente acquisito:

a) rientra nelle pubbliche funzioni espletate per legge dal Comune;

b1) - b2) è utile e comporta un oggettivo arricchimento per il Comune,

il Consiglio stesso può assumersi la responsabilità di riportare la procedura nella contabilità del Comune, senza che, però, l’irregolarità venga meno.

In definitiva: il Consiglio Comunale, per poter procedere al riconoscimento di un debito fuori bilancio derivante dall’acquisizione - compiuta in violazione di legge - di beni e servizi, deve compiere:

  • non solo una specifica ed approfondita valutazione in ordine all’accertamento della sussistenza dei requisiti previsti dalla lett. e), del co. 1, dell’art. 194 TUEL;
  • ma è altresì tenuto a chiarire – e quindi riportare nelle motivazioni della delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio - “le ragioni in base alle quali gli organi di amministrazione attiva dell’ente (per esempio, i dirigenti responsabili di settore) “non hanno seguito la regolare procedura di acquisizione del bene o servizio in questione”: e tanto, sia al fine di "accertare eventuali responsabilità sia per evitare che si ripetano situazioni di irregolarità nella gestione delle procedure di acquisto dei beni e servizi”.

Sorprende, leggendo la delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio per “adeguamento contrattuale” agli LSU, apprendere, per esempio, che gli stessi LSU hanno lavorato dal 1996 al 30 novembre 2009 per ben n. 76 ore mensili in più rispetto alle 80 ore mensili previste dalla legge (articolo 8, comma 2 del D. Lgs. 468 del 1997, c.d. “Legge Pizzinato”).

Ora, sorgono alcune domande: anzitutto, chi ha autorizzato l’utilizzo degli LSU - non occasionale o straodinario ma sistematicamente protrattosi per quasi 14 anni - per un numero di ore mensili quasi doppio rispetto a quello previsto dalla legge Pizzinato? Perché gli LSU (soggetti per antonomasia “deboli”) hanno dovuto aspettare un considerevole numero di anni per poter percepire le retribuzioni spettanti per il lavoro “aggiuntivo” loro richiesto? Chi ha permesso che si consolidasse una prassi quanto meno “scorretta” di utilizzo degli LSU, soprattutto alla luce del fatto che con queste persone il Comune non aveva ancora instaurato alcun rapporto di lavoro?

Sono solo alcuni dei quesiti le cui risposte non è dato rintracciare nella delibera evidenziata e negli allegati alla stessa. Il Consiglio Comunale non ha ritenuto, infatti, di approfondire e chiarire “le questioni inerenti le procedure amministrative seguite” (…) “al fine di verificare se si siano verificate eventuali manchevolezze o anomalie ascrivibili a funzionari comunali, limitandosi ad approvare la spesa, riportandola nella contabilità comunale”.

La mancanza di risposte alle domande dianzi riportate potrebbe, in linea teorica, esporre l’esaminata deliberazione a censure da parte della competente magistratura contabile: con le eventuali conseguenze di legge, da cui, ove malauguratamente dovesse accadere, ci si augura possano essere tenuti indenni i lavoratori ex LSU interessati.

Francesco Filippetti - Matera Cambia!
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